Pap77’s Blog
Non un Diario, bensì un Best-iario dei miei pensieri…

PD, Povero Democratico

PopoloPDPenso a te, Povero Democratico, che il 14 Ottobre 2007 hai partecipato alle primarie, che hai lasciato il tuo contributo volontario, necessario per acquisire il diritto di voto, e che magari hai proprio scelto il buon Walter nel segreto dell’urna. Penso a te, in questo momento nel quale il tuo sogno di cambiamento e il tuo ideale di Democrazia diffusa è stato barbaramente stuprato non da extracomunitari irregolari o da imbirriti adoloescenti ma da chi sventola belle parole di riformismo in piazza per poi, al chiuso dell’Assemblea Nazionale, continua ad esercitare un regime Politico del tutto estraneo alle tue aspirazioni. Proprio così, Povero Democratico, perchè in quella domenica di un anno e mezzo fa il PD era un meraviglioso esperimento di vera Democrazia, un Partito politico che fino a quel momento non esisteva nel nostro paese. La base elettorale, ovvero le possenti fondamenta su cui un movimento politico si sorregge, era chiamata ad esprimere ed a scegliere chi avrebbe guidato quello che sembrava essere, perchè così era stato spacciato, il più grande Partito Riformista italiano. In quell’autunno di speranze il PD sembrava essere la risposta Democratica ad una legge elettorale di stampo referendaria e si contrapponeva a quello che potrebbe essere l’acronimo di Partito Del Leader, un movimento politico “ad personam” nel quale il potere è elargito dall’alto, da una mano onnipotente.

Eppure tu, Povero Democratico, che avevi sperato che il vento cambiasse, vedevi il PD come un progetto in cui il vertice dirigenziale è deciso dal popolo, da chi va alle primarie, dai militanti e da chi ancora crede che un altro modo di fare politica “Si può fare”. Magari non ti sei nemmeno demoralizzato dopo la sconfitta delle politiche, Povero Democratico. Non era facile ottenere un buon risultato, si usciva da un’esperienza di Governo e il PD era ancora una massa informe, piena di buone intenzioni e potenzialità ma ancora troppo acerbo per prendere in mano il Potere Esecutivo. Con il passare del tempo però, Povero Democratico, di elezioni ce ne sono state altre, le scuse e le giustificazioni sono esaurite mentre la disfatta del Partito Democratico era sempre più evidente e pesante. Qualcosa sembrava non funzionare in questa nuove formazione politica che stenta a prendere una forma solida e precisa. Così si arriva al giorno in cui il primo leader scelto del PD è alle corde e non trova altra soluzione che dimettersi. Tu Povero Democratico, d’accordo o non d’accordo, ti sarai sentito spaesato ma a caldo penso che davi per scontato il fatto che avresti in pochi giorni dovuto ripresentarsi alle primarie.  Se poi, come me, nei giorni seguenti hai ascoltato il discorso di addio di Veltroni su YouDem.it, magari l’idea della prima ora di ricorrere al più presto alle primarie ti si era rafforzata, nel tuo sconsolato cuore Democratico.

Il Leader del tuo Partito, Povero Democratico, era stato abbastanza chiaro anche per te che un politico non sei ma che ti interessi perchè questa è l’unica strada che noi poveri cittadini abbiamo per poter limitare al minimo la merda che ogni giorno ci costringono a mangiare. Seguendo le parole dell’ex Segretario del Partito non si poteva non accorgersi di quanto chiaramente nel suo intervento aveva sottolineato l’importanza delle primarie come unico dispositivo per far si che il PD sia quello che all’atto della fondazione ci si era proposti, o almeno ti avevano fatto credere. tesseramento0809Purtroppo con i mesi e con le occasioni mancate che si sono susseguite, la prospettiva di un alternativa alla politica tradizionale ha preso sempre di più le sembianze di uno scimmiottamento a modelli d’oltreoceano che qua in Italia non sembrano funzionare come negli USA. La riprova definitiva, Povero Democratico, la hai avuta, se la pensi come me, oggi; quando la decisione del direttivo di partito ha stroncato sul nascere la tua vena di partecipazione. Così 1258 delegati ti hanno risparmiato almeno un euro e il disturbo di dover di nuovo sbattere il muso contro la frustrazione di chi si sente dire delle cose da chi poi fa l’esatto contrario. Eppure, Povero Democratico, Valter nel discorso di mercoledì ti aveva avvisato, aveva accennato al fatto che molti dei dirigenti odierni del PD soffrano ancora del loro retaggio da Ancien Régime. Aveva messo in luce il fatto che tanti politici suoi ex compagni si sono formati a cavallo degli anni 70-80 e che intrinsecamente nel loro bagaglio ci sono tutti i vizi di quel modo di fare politica. Alla dirigenza del tuo Partito, Povero Democratico, nascosti e ben celati ci sono tutti i rifugiati della Prima Repubblica che per quanto ti si voglia far credere non si è mai conclusa ne dal punto di vista tecnico, visto che la Costituzione Italiana è tale e quale dal 1948, ne dal punto di vista etico-morale.

Pensi che stia esagerando? Ma ragiona, pensa alle parole del Segretario dimissionario. Anche sui telegiornali ne hanno parlato, cerca di ricordarti. Non avrai mica dimenticato le sue parole riguardo alla pazienza, al fatto che non si doveva fare pressione su chi l’avrebbe succeduto e che chi sarebbe venuto dopo di lui avrebbe avuto bisogno di tempo, molto tempo, per portare in porto il progetto di cambiare non solo il Governo del Paese ma la società che forma questa Nazione? Questo è l’obbiettivo posto da Veltroni nel suo intervento d’addio, non soltanto un disegno politico ma uno stravolgimento dei valori del popolo imbarbarito dopo 15 anni di egemonia Berlusconiana. Eppure a Franceschini, Povero Democratico, è stato dato il compito di traghettare il partito fino ad ottobre prossimo, poi lui stesso si è tirato fuori dalla futura bagarre alla successione. Se il PD si potesse paragonare ad uno Stato, oggi all’Assemblea Nazionale è andato in scena quello che nella migliore delle ipotesi potrebbe essere un rimpasto di Governo. Un ribaltone, un incucio, una dimostrazione di come niente sia cambiato sul serio dopo quel 17 ottobre 2007.

Povero Democratico, penserai che in una situazione del genere non si poteva fare altrimenti. Con le Elezioni Europee ed amministrative alle porte non si poteva perdere tempo, il Partito non poteva restare in balia di una campagna elettorale intestina che avrebbe sottratto tempo e risorse per contrastare il nemico politico. PartitoDemocraticoEppure, Povero Democratico, pensi d’avvero che con Franceschini alla guida e con tante correnti interne il PD sia più stabile che dopo una Partecipazione Popolare? Non sono dello stesso avviso, Povero Democratico, ma è questo il bello, no? Il fatto che dentro lo stesso Partito ci possano essere una plurità di consensi e che una linea guida unica ed indiscutibile sia degna solo dello schieramento opposto. Eppure non ti impaurisce, Povero Democratico, che di tutto quello che Veltroni ha detto nel suo congedo se ne sono completamente fregati? Tutto ciò che Walter avrebbe voluto vedere fatto è stato disatteso. Manca soltanto di confutare la parte del discorso Veltroniano in cui l’ex leader si mostrava preoccupato riguardo all’unità del partito. Fino ad ora, secondo il Walter pensiero, era stato lui a tenere uniti tutti sotto un’unica bandiera, a far remare tutti, o quasi, dalla stessa parte per arrivare non si sa bene dove ma almeno arrivarci insieme. Questo, almeno oggi all’Assemblea Nazionale, è un problema che non è stato palesato, Povero Democratico. Però poi stasera, guardando il TG1, non ti si è gelato il sangue vedendo Rutelli partecipare al Congresso dell’UDC strizzando, metaforicamente, l’occhio a Casini? Pensaci, Povero Democratico, di come sei stato calpestato e soprattutto di come è stata derisa e messa in ridicolo la tua indole idealista e progressista. Che anche il buon Walter, con il suo modo pacato e delicato di dire le cose, ti abbia preso per i fondelli, sapendo precisamente come sarebbero andate le cose per questo dicendo l’esatto contrario in modo da salvarsi almeno la faccia.

Comunque non disperare, Povero Democratico, c’è chi sta peggio di te. Pensa ai tuoi ex compagni di Rifondazione che hanno dovuto mangiare un boccone ancora più amaro e puzzolente. Molti di loro, magari, hanno anche tradito la loro fede politica votando PD solo perchè spaventati dal fatto che votando la Falce ed il Martello avrebbero fatto il gioco del Biscione. Pensa come si sentono oggi quegli esuli politici, ancora hanno il gozzo disgustato per aver dovuto rinnegare la loro storia e le loro convinzioni e ora si trovano con in mano un bel pezzo di niente. Fatti coraggio, Povero Democratico, tu almeno non consideravi il PD il meno peggio, ti sei impegnato, ci hai messo convinzione e ci credevi in quel che facevi. Oggi è dura, Povero Democratico, ma tirati fu, incassa e smaltisci al più presto il colpo subito, il peggio deve ancora arrivare.

Annunci

Nessuna Risposta to “PD, Povero Democratico”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: