Pap77’s Blog
Non un Diario, bensì un Best-iario dei miei pensieri…

Quando il male si ritorce contro… Basta schivarlo

Giampiero D'Alia, Senatore UDC

Giampiero D'Alia, Senatore UDC

In questo post cercherò di raccolgiere alcune fonti riguardanti il Disegno Di Legge sul tema della Sicurezza, focalizzando l’attenzione unicamente sull’articolo 50-bis proposto dal Senatore Giampiero D’Alia dell’UDC. La materia è molto ampia e non ho la presunzione di fare un articolo completo ed assoluto che tolga ogni dubbio. Non sarebbe possibile e non ne sarei capace, voglio manifestare esclusivamente la mia opinione. Ho doluto arricchire il testo con link e video che allungheranno i tempi di lettura ma, senza questi espedienti, non avrei potuto esprimere a pieno il mio pensiero. Vorrei condividere con chi dedica del tempo a segurmi nel ragionamento le cose migliori che ho letto, visto e sentito sull’argomento prendendomi, alla fine, la libertà di applicare in un esempio pratico la Legge. Ora, però, inizierei dalla teoria.

Art. 414.
Istigazione a delinquere.

Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione:
1. con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti;
2. con la reclusione fino a un anno, ovvero con la multa fino a euro 206, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni.

Se si tratta di istigazione a commettere uno o più delitti e una o più contravvenzioni, si applica la pena stabilita nel n. 1.

Alla pena stabilita del n. 1 soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti.

Fuori dei casi di cui all’articolo 302, se l’istigazione o l’apologia di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità la pena è aumentata della metà.

Art. 415.
Istigazione a disobbedire alle leggi.

Chiunque pubblicamente istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico, ovvero all’odio fra le classi sociali, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Sopra i due articoli tratti dal Codice Penale in vigore in Italia ai quali si applicherebbe il Disegno Di Legge n.733 in tema di Sicurezza una volta che, dopo il Senato, anche la Camera approvasse il testo. Per intenderci sto parlando della famigerata Legge D’Alia, anche conosciuta come Legge Blocca Internet o Legge Bavaglio. Sotto riporto il primo comma, praticamente il fulcro, per brevità. Il testo integrale è disponibile sul sito del Senato della Repubblica a questa pagina.

«Art. 50-bis.

(Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecitecompiuta a mezzo internet)

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

Il motivo che ha mosso il Senatore D’Alia  alla stesura di questo emendamento è stato il proliferare su Facebook di gruppi alquanto discutibili che avevano come scopo quello di sostenere noti mafiosi come Riina o Provenzano oppure che istigassero allo stupro di gruppo o ad altre barbarie simili. Anche il fatto che su Facebook esistessero dei gruppi inneggianti alle Brigate Rosse (o al Nazi-Fascismo, aggiungo io) ha turbato la sensibilità del Senatore messinese a tal punto di aver sentito il bisogno-dovere, come membro resposabile dell’UDC, di attuare un’opposizione propositiva presentando il sovracitato emendamento.

In questo video trovato su YouTube.it si ha un estratto del D’Alia Pensiero

In molti si sono cimentati nell’interpretazione di tale norma e hanno scritto a riguardo. Tra i tanti vorrei suggerirvi l’articolo sul sito Apogeo Online intitolato Fact Check: il 50-bis secondo D’Alia nel quale l’autrice, oltre a riproporre un intervista telefonica ad Senatore D’Alia per L’Espresso, cerca di analizzare l’emendamento per capire cosa porta in più veramente alla legislazione italiana usando la tecnica giornalistica del Confronto dei Fatti. Per chi volesse conoscere gli aspetti più tecnici del decreto, invece, può leggersi questo post dal sito Quinta’s WebLog. Entrambi i collegamenti sono stati presi dall’articolo Internet col bavaglino di Micromega.net.

Anche la stampa professionistica di settore si è interessato al caso. Sul sito di PcWorld si segnalano un articolo nel quale viene riportato il commento ufficiale di Facebook e un altro in cui lo stesso Senatore D’Alia cerca di smorzare i toni della discussione. Google, invece, esprime la sua opinione dal suo blog in questo post.

E’ difficile capire cosa potrà capitare se ne primi giorni di Marzo il Disegno di Legge n.733, ma soprattutto l’articolo 50-bis, verrà rettificato anche dalla Camera dei Deputati. Come sempre nel nostro Paese i partiti sono due e ben distanti tra loro.  Quello dei Catastrofisti, che vedono questa legge come una spada di Damocle sulle teste di ogni libero pensatore per il quale internet è l’unico mezzo per divulgare il proprio pensiero, e quello dei Sicuristi, cioè di quelli che non vedono messa in discussione la libertà individuale e che, anzi, sono sicuri che questa norma proteggerà maggiormente gli individui in quanto li metterà al riparo da ogni tipo di mascalzonata digitale.

Dopo una tediosa rassegna stampa arricchita da codici legislativi, vorrei chiudere questo post con una dimostrazione pratica degli effetti della nuova legge. Metto così le mani avanti e nel caso in cui la proposta del Governo da crisalide immobile diventasse viva falfalla svolazzante, vorrei segnalare un video trovato su YouTube.

Intervento di Giancarlo Gentilini a “La Festa dei Popoli” tenuta a Venezia il 14/09/2008

Insultò gli islamici, indagato Gentilini il pm: Istigazione all’ odio razziale

VENEZIA – Istigazione all’ odio razziale. è questa l’ ipotesi di reato per Giancarlo Gentilini, sindaco di Treviso. A suo carico la Procura di Venezia ha infatti aperto un fascicolo dopo il discorso pronunciato alla festa dei popoli Padani tenutasi l’ altra settimana a Venezia. Dal palco, lo «sceriffo» aveva tuonato «contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici», scagliandosi contro «i phone center, i cui avventori si mettono a mangiare in piena notte e poi pisciano sui muri: che vadano a pisciare nelle loro moschee». Gentilini se l’ era poi presa con «i bambini che vanno a rubare agli anziani» e aveva dichiarato di non volere vedere «neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini». L’ azione della magistratura non sembra comunque turbare l’ esponente leghista: «Ho detto quelle cose perché non voglio zingari che chiedano l’ elemosina, clandestini che compiano atti illegali e, almeno per ora, moschee e centri islamici, perché questo è un problema nazionale». Gentilini afferma di aver solo riportato le lamentele dei suoi concittadini e di voler continuare a battersi «per la disciplina, l’ ordine e il rispetto delle regole».

A questo punto mi domando, se Maroni un giorno dovesse decidere di richiedere o meno l’oscuramento di questo contenuto come si comporterebbe? Fossi in YouTube starei tranquillo, ma, e concludo veramente, avere a disposizione anche i video più ignobili o gli interventi più malsani non è comunque un’opportunità per crearsi una propria opinione? Ogni persona che vede quel video lo vive in maniera diversa, per me è un turpiloquio indecente mentre per tanti altri è la parola di un semi messia. Sta soltanto alle persone giudicare in base al loro intelletto per arricchire oppure sovvertire le proprie convinzioni.

Se io non avessi potuto vedere e sentire la performance di questo politicante d’oltre Pò, per quanto inutile e delirante possa trovarlo, non sarei stato veramente libero. Anzi, avrei un giorno forse creduto che il Carroccio ha come obbiettivo il solo Federalismo Fiscale, mi sarei bevuto, forse, che la Lega è un Partito diverso dai forcaioli che si vedono in piazza e, chissà, forse un giorno ci avrei pure abboccato. Grazie ad Internet ed alla sua libertà intrinseca ci sono video come questi, senza nessuno che possa decidere per me cosa posso o non posso vedere e sapere.

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