Pap77’s Blog
Non un Diario, bensì un Best-iario dei miei pensieri…

7-14-21, sembra una tabellina ma i conti non tornano

soldi-euroMentre i politici nazionali si combattono verbalmente su come sia meglio affrontare la crisi economica mondiale che, inesorabilmente, sta colpendo sempre con maggiore intensità anche il nostro paese, uno spreco inutile di soldi pubblici si prepara ad essere compiuto nel prossimo futuro. Nonostante che per i precari non si trovino dei fondi per un ammortizzatore sociale che li difenda dalla disoccupazione, nonostante che le forze dell’ordine siano allo stremo di mezzi ed organico e, questo è davvero tremendo, nonostante che si parli di futuri tagli all’insegnamento dell’informatica nelle scuole, la vecchia politica ed i loro protagonisti trovano giusto sperperare cifre enormi, si parla di oltre 300 milioni di euro, per il solo scopo politico di far fallire un Referendum

Il prossimo mese di Giugno, nei giorni del 6 e del 7, oltre alle più pubblicizzate elezioni amministrative che si terranno in varie città, province e regioni d’Italia, oltre alle fantomatiche votazioni per le eurepee,  gli aventi diritto saranno chiamati anche ad esprimere il loro parere sull’attuale legge elettorale con l’arma più efficace che i cittadini hanno per dimostrare il loro volere, il Referendum.

Slittato già di un anno, visto che incompatibile con le elezioni politiche, viene riproposto quest’anno e si compone di tre quesiti. I primi due aiuteranno il radicalizzarsi del bipartitismo, tanto auspicato da molti ma di fatto già intrapreso dentro i Palazzi, basti vedere le scelte politiche dei grandi partiti. Una divisione binaria del Legislativo dovuta anche dagli effetti della legge in discussione che per i promotori, però, lascia ancora troppo spazio al frazionamento partitico. Il terzo punto, meno tecnico, chiede ai cittadini se vogliano tornare a scegliere i propri rappresentanti con il voto di preferenza o, di fatto, preferiscano votare per una persona soltanto, l’aspirante Premier, la quale deciderà per il popolo chi mettere in Parlamento.

Visto l’andamento delle ultime elezioni politiche di nemmeno un anno fa, dove molti partiti si sono ritrovati fuori dalla Camera e dal Senato pur avendo fatto la storia del paese, nel bene o nel male, dove molti elettori si sono ritrovati senza una propria rappresentanza politica e dove si è formata una stabilità di Governo ad opera non di una coalizione unita ma di una mano, ed un cervello, più forti delle altre, il tema referendario non va per niente sottovalutato.  

Eppure la Vecchia Politica, quell’anziana decrepita e decubitizata, viva soltanto perchè attaccata a canalini che succhiano linfa vitale alla Società italiana, pensa bene, ancora una volta, di coprirsi le spalle con una coperta troppo corta per tutti, che lascerà noi poveri popolani illusi al freddo e al gelo delle intemperie economiche-finanziare.

A far scattare il mio sdegno è il fatto che, al posto di fare la scelta più logica e conveniente per tutti, probabilmente il Referendum non si terrà nello stesso giorno delle amministrative, anche barbaramente chiamato Election Day, ma la domenica successiva, cioè il 14 Giugno. Tutto questo può sembrare incomprensibile se poi si aggiunge il fatto che quasi la totalità delle votazioni amministrative si conclude solo dopo due settimane con i ballottaggi, a Giugno più della metà degli Italiani con più di 18 anni dovranno recarsi alle urna per tre settimane consecutive.

Che il Referendum proposto da Guzzetta e Segni non vada a genio a qualcuno è fuori di dubbio. Quale altro motivo ci potrebbe essere per far lievitare i costi della democrazia di quasi 400 milioni di euro se non per sabotare il risultato finale? Con i tempi che corrono, poi, non sembrerebbe proprio il caso di scialacquare  in questo modo i soldi di chi le tasse le paga nonostante tutto.

E’ triste vedere come un cittadino venga così scoraggiato a manifestare il proprio volere. Non è proponibile che nel mese di Giugno, il primo mese estivo, alla gente venga chiesto di doversi recare per tre weekend a votare. Si cerca di far leva sull’astensionismo, è palese.

Così, sfiduciati e con tanto menefreghismo, moltissimi saranno quelli che alle urne non ci andranno per niente, preferendo magari portare la famiglia al mare o al lago per passare una giornata in tranquillità piuttosto che sacrificarsi per lo Stato. Qualcosa di astratto, lontano anni luce dalla realtà di tutti i giorni e che, se lo possiede, non mostra mai il suo lato positivo. Eppure lo Stato siamo noi! 

Riporto, già presenti come collegamento nel testo, le fonti per questo articolo oltre ad uno stralcio della Conferenza Stampa del Comitato Referendum Elettorale nel quale si tocca questo tema.

Comunicato del Ministero Dell’Interno
Dal Sito del Comitato Referendum Elettorale, i quesiti Referendari ed il Blog
L’articolo nei quale si calcolano le spese del Referendum da lavoce.info
Puntata del 25/02/2009 di Caterpillar 

Annunci

Nessuna Risposta to “7-14-21, sembra una tabellina ma i conti non tornano”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: