Pap77’s Blog
Non un Diario, bensì un Best-iario dei miei pensieri…

Primo Esercizio di Dietrologia sul 13/12/2009

In molti sostengono che dietro al gesto di Massimo Tartaglia non ci sia nessuna mano occulta, nessun Servizio più o meno Segreto e nessun tentativo di golpe. Il gesto di uno sconsiderato, psicolabile, delinquente che dopo 10 anni di cure psichiatriche, forse a base di psicofarmaci somministrati a due a due finché non fan dispari, è stato traviato da una “Campagna d’Odio” messa in atto da alcuni giornali sovversivi per colpire il Premier Italiano. Ne Roipnol, ne Tavor sono bastati a sedare i neuroni imbizzarriti e assuefatti del povero Tartaglia.

La dipendenza da dosi d’astio e rancore spacciati da Repubblica, AnnoZero, Report, Ballarò, Parla con me, Il Fatto ed il restante 80% dei media anti-berlusconiani italiani, per Tartaglia è dovuta essere ancor più devastante che i medicinali ansiolitici a cui la psichiatria illuminata si affida per curare chi è turbato. 15 anni di menzogne, falsità, ingiurie, diffamazioni ed insulti hanno attecchito come erbacce in un bel prato nella mente deviata e instabile del quarantenne milanese. Un gesto sconsiderato dal quale anche l’autore si è dissociato, pentendosi immediatamente appena interrogato dal Magistrato Armando Spataro.

Già, Spataro. Proprio lui, la Toga Rossa. Lo stesso che definì criminali gli agenti della Cia che sequestrarono e deportarono in Egitto Abu Omar nel febbraio del 2003. Che, a seguito dello stesso procedimento, fece perquisire gli uffici del Sismi violando il Segreto di Stato e indagando sui vertici dei servizi militari. Un eversore di chiara fama, pronto ad accusare l’attuale Presidente del Consiglio (e quello che lo ha preceduto) di ostacolare la Giustizia, affermando che “un presidente del Consiglio non può decidere quali processi si debbano svolgere e quali no”. Praticamente un pazzo scatenato!

A Silvio Berlusconi dev’essere gelato il poco sangue rimasto in corpo dopo aver appreso che ad accusare il suo attentatore era lo stesso Magistrato che non credette nel sospetto (mai provato) che l’Imam di Milano fosse collegato a cellule terroristiche di Al Queida. Che osò ipotizzare un atto eversivo alle Istituzioni l’accordo segreto tra gli Stati Uniti e l’Italia che portò alla collaborazione dei rispettivi servizi segreti al rapimento di Abu Omar. L’amico dei Talebani che credette (e forse ancora ci crede) alle parole di un presunto terrorista, poi affidato alle egiziane galere dove venne interrogato con decisione per oltre 14 mesi prima di essere scarcerato.

Con che imparzialità, il Procuratore Aggiunto, potrà giudicare il Tartaglia non è dato sapersi, soprattutto dopo aver visto sfumare il suo attacco allo Stato nella figura del Generale Nicolò Pollari, per il quale aveva richiesto una condanna a 13 anni sempre per il caso Abu Omar. Il non luogo a procedere per i vertici del Sismi è stata una sonora sconfitta per il Magistrato politicizzato che, nella sua natura antropologicamente deviata, non troverà soddisfazione nel brodetto servitogli dai giudici che hanno condannato soltanto le seconde file dei servizi italiani, oltre agli autori materiali della CIA.

Il dubbio del Cavaliere e dei suoi fedelissimi è maggiormente legittimato da fatto che è ancora vivido l’attacco politico portato dallo Spataro al Governo dagli schermi della Bolscevica Maria Annunziata in onda su Tele Kabul Rai3. Nemmeno un mese è passato da quando il Magistrato definì inutile il Disegno di Legge sul processo breve, condannando preventivamente l’operato del Ministro della Giustizia secondo il quale soltanto 1% dei processi sarebbe stato coinvolto dalla nuova normativa. Un Tecnocrate burocratista che si oppone in maniera forte, dura, bieca ed oltranzista alla riforma aziendalista per rendere più rapido ed indolore l’iter giudiziario.

Se anche uno dei pochi membri indipendenti del CSM come l’On. Gian Franco Anedda definisce Spataro come uno dei fomentatori di questo clima di odio, per il Premier ci sono tutti i presupposti per una degenza ospedaliera poco tranquilla. Nel morbido letto della sua stanza privata al San Raffaele, Berlusconi avrà il suo bel da fare per respingere i legittimi pensieracci sulla prossima mossa eversiva del togato catto-comunista. Un animale in trappola che vede il predatore avvicinarsi lentamente ma inesorabilmente verso la preda da azzannare, così il Premier si dovrebbe sentire. Gli incubi notturni faranno trillare numerose volte il campanello per richiamare le cure di premurose infermiere.

Con questi presupposti è facile da immaginare cosa stia accadendo nelle stanze chiuse della Procura di Milano. Armando (Spataro) e Massimo (Tartaglia) che amichevolmente confabulano e ripercorrono gioiosi il tardo pomeriggio di Domenica 13 Dicembre. Quante grasse risate si faranno i due mentre rivivono il momento del lancio del souvenir, avvenuto, nemmeno farlo a posta, in maniera morettiana, alla Palombella Rossa. E chissà quali grossolani e compiaciuti insulti rivolgeranno alla parte lesa ricordandolo sanguinante e fieramente sofferente. L’apice del disegno eversivo che da oltre 15 anni loro, e altri migliaia di complici più o meno ignari, immaginavano e organizzavano per la definitiva caduta di Silvio Berlusconi.

Ma non si farà ingannare il leader del Popolo della Libertà dall’evidente depistaggio in atto. Sa bene lo scaltro Silvio che la richiesta di custodia cautelare ai danni del Tartaglia è puramente un atto dovuto per non smascherare il criminoso progetto. Sa benissimo che l’aggressore potrebbe reiterare il reato, sono complici in fondo. Sono mossi dallo stesso sentimento di odio e di rancore verso il Primo Ministro che per un pelo non è diventato il fù Primo Ministro.

Chissà quali promesse sono state fatte al Tataglia, campione di recitazione di un gruppuscolo di nemici della Libertà che negli hanni ha reso possibile questo vile tentativo di regicidio. I patti saranno stati ben chiari sin dal Marzo del ’94. Un corso di recitazione di 5 anni per entrare nel personaggio. I successivi 10 a millantarsi malato mentale, imbrogliando psicologi e dottori che hanno abboccato all’amo della trappola dell’Odio. Lo sguardo con il quale è stato immortalato il Tartaglia è sicuramente frutto di anni e anni di prove davanti allo specchio per arrivare alla perfezione stilistica degna dei libri di scuola. E di conseguenza anche la carcerazione dopo il colpo era stata sicuramente pianificata. “Tanto poi ci penso io. Pochi giorni e ti faccio dare l’infermità mentale” saranno state le parole dell’Armando Bin Spataro al suo sottoposto Maurizio Al Tartaglia.

Silvio Berlusconi, purtroppo per i cospiratori, non è nato ieri, è un uomo di mondo. Sa bene come vanno certe cose. Per anni e anni ha importato dalle isole Cayman film di spionaggio e azione americani. E’ un esperto nei sotterfugi e nelle cospirazioni. Lui, assieme ai fedelissimi Dell’Utri, Confalonieri, Previti, Cicchitto, sanno bene che il crimine e il male si possono nascondere nelle pieghe dei gesti o dei comportamenti più sublimi. Sanno che per imbrogliare il prossimo bisogna prima ammaliarlo con i gesti più dolci ed amorevoli.

Non ci cascheranno, hanno visto una miriade di film sulla Mafia.

Annunci

Nessuna Risposta to “Primo Esercizio di Dietrologia sul 13/12/2009”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: